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“IL DONO”, atto unico di musica e teatro: Canale100 Bari. Intervista a cura di Francesca Romana Pisciotta

“IL DONO”, atto unico di musica e teatro: Canale100 Bari. Intervista a cura di Francesca Romana Pisciotta

PROGETTO DI INTEGRAZIONE SOCIALE E CULTURALE

Le arti non hanno barriere

“IL DONO”

di GIANNI PANTALEO

Performance di Musica e Teatro

L’opera teatrale in corso di preparazione per il 9 dicembre, data concordata con la Chiesa di S.ta Teresa dei Maschi, sede sconsacrata di una chiesa tardo barocca sita nella Città Vecchia di Bari e adibita dall’Università di Bari a rappresentazioni artistiche e culturali, è un opera di musica e teatro da testo originale e prodotta dall’Associazione Culturale Hamadeus. Il lavoro è la conseguenza artistica di un progetto socio/culturale chiamato “Le arti non hanno barriere”, che l’Associazione sperimentò con attività didattiche e artistiche finalizzate all’inserimento tra abilità diverse di culture e disagi sociali in un contesto teatrale. Le finalità ottenute, sono state premiate durante rappresentazioni musicali e teatrali nei quali attori e musicisti amatoriali e professionisti dello spettacolo, erano tra loro interfacciati con eventi aperti al pubblico. “Il dono” è l’opera più complessa nata da questa esperienza umana e artistica da soggetto tratto dal quotidiano vissuto contemporaneo con riferimenti sociali che a tutt’oggi, con le difficoltà sociali ed economiche note a noi tutti, viviamo in prima persona. Sette i “quadri” presentati nell’opera “Il dono”: sette storie di sette personaggi in crisi personale o familiare. Uomini e donne con un loro personale vissuto, la loro quotidianità pervasa di dubbi, di pensieri, con problemi da risolvere per far sì che migliorino le loro esistenze, la loro crescita interiore. L’opera, in atto unico, è una transizione di vite parallele che si incrociano tutte casualmente, la notte di Natale in una piazza. Una qualsiasi piazza di una qualsiasi città. Sono mogli, sono amiche, sono uomini che hanno perso la fiducia nel domani. Sono pezzi di una più complessa società che si trovano nello stesso spazio dello stesso giorno a confrontarsi con il più difficile degli interlocutori: sè stessi. Il titolo dell’opera ha una sua ragione: quella notte, ognuno di loro riceverà un dono. Nelle loro esistenze, si farà spazio la speranza, la consapevolezza che non tutto è perduto. Che basta una piccola scintilla di fiducia nel buio malessere quotidiano, a far brillare la speranza che cominciare di nuovo è cominciare a sperare. Quel dono supererà il comune “spirito” del Natale, darà la consapevolezza di un altro Natale. Un Natale di rinascita interiore, il Natale che tutti augureremmo, privandoci del superfluo e bugiardo brillìo consumistico che acceca gli uomini.

Il cast.

Il cast è composto da giovani diversamente abili (dislessici e Sindrome di Down), professionisti dello spettacolo (musicisti e attori), coristi professionisti e comuni uomini e donne presi dai più svariati contesti sociali. L’opera è un omaggio alla corrente del Neorealismo cinematografico e teatrale degli anni ’50, che hanno avuto, tra i tanti, maestri come Pietro Germi, Vittorio De Sica e Luchino Visconti.

                                                                                                                                                      RADIO CANALE100 BARI                                                                                                                                                             Intervista a cura di Francesca Romana Pisciotta